Torta dei Fieschi e Addio do Fantìn

Agosto Lavagna (GE) Via Giuseppe Garibaldi

Immagine non disponibile

Descrizione

La Torta dei Fieschi nasce a Lavagna nel 1949 come sintesi dell’interesse specifico del suo creatore, Yvon Palazzolo, per la storia locale e il contemporaneo sviluppo di un’offerta di intrattenimento per il nascente pubblico balneare della riviera ligure. Yvon Palazzolo, ispettore onorario della allora Soprintendenza Archeologica della Liguria, si era infatti dedicato alla storia del territorio, riscoprendo la figura di Opizzo Fiesco e dei suoi rapporti con la città di Siena e aveva dato vita all’evento appellandosi ai concetti di «Medioevo inventato» e di «metastoria», ancora oggi riaffermati durante la Torta dei Fieschi con il motto «a metà fra storia e leggenda». La storicità del matrimonio rievocato, infatti, non è certa. Nelle cronache dell'epoca a Lavagna figura un sontuoso matrimonio celebrato dai Fieschi in quel periodo, ma il nome degli sposi non risulta; un Opizzo Fieschi in effetti ci fu, ma non si conosce il nome della consorte, che si pensa oggi inventato dallo stesso Palazzolo. Per sua iniziativa nascono, quasi contemporaneamente alla festa, i Sestieri di Lavagna, gruppo storico ispirato alle antiche suddivisioni della città (il Sestiere del Borgo, il Sestiere di Cavi, il Sestiere della Scafa, il Sestiere di Ripamare, il Sestiere della Moggia e il Sestiere di San Salvatore), gli stemmi dei sei Sestieri ed il primo corteo storico, che sarà successivamente perfezionato e limato dei dettagli più anacronistici. In passato, da proemio alla Torta dei Fieschi, si svolgevano diversi eventi che intrattenevano la cittadinanza e i turisti: palii d’arco e d’armi, torneo di bandiera, palio remiero, fiaccolata dei Sestieri sulla spiaggia, torneo di calcio. Le gare determinavano l’ordine di sfilata dei Sestieri nel corteo storico del 14 agosto. Fino al 1970 la rievocazione si svolgeva in piazza della Libertà, i conti tagliavano la torta dal balcone del Municipio e nella sala consigliare si teneva un rinfresco per i figuranti e le autorità. Data la notevole affluenza, la festa è stata spostata nella piazza più ampia della città, piazza Vittorio Veneto, con un palco e relativa scenografia. Nel 1987 fu realizzato un nuovo palco con la relativa torre scenica realizzata dalle maestranze comunali e decorata dai ragazzi dei Sestieri. «La scaletta della serata – spiega Giannetto Bonicelli, responsabile per i Sestieri del gioco della Torta – negli anni è stata semplificata e ridotta nella sua durata, perché non sia troppo lunga da seguire per il pubblico. Ma il gioco funziona e c’è sempre chi segue tutto l’evento senza staccare gli occhi dal palco, mentre gli altri intorno cercano di formare la coppia per avere il loro pezzo di torta». La tradizione della distribuzione di una «torta dei Fieschi» è attestata anche a Corniglia (SP), una delle Cinque Terre, in occasione della festa patronale di San Pietro, il 29 giugno, ma la ricetta della torta è diversa (a base di savoiardi, cioccolato e panna anziché pan di spagna e crema imperiale, come a Lavagna) e il riferimento è ad un altro evento storico. Sebbene l’evento di Corniglia nasca da una tradizione innanzitutto religiosa (la festa prevede una processione nel borgo e una messa solenne e solo recentemente, con il contributo dei Sestieri, l’elemento rievocativo ha acquisito importanza), dal 2015 i due eventi sono gemellati e i Sestieri intervengono per contribuire attivamente alle animazioni. La 70a edizione della Torta dei Fieschi, il 14 agosto 2018, non si è tenuta. Quella mattina, infatti, è crollato il ponte Morandi a Genova. È stato deciso concordemente dall’Amministrazione in carica e dal gruppo storico dei Sestieri l’annullamento della manifestazione e la donazione della torta preparata ai soccorritori intervenuti e agli sfollati del quartiere. Nel 2020 i Sestieri hanno voluto rendere omaggio a medici, infermieri, volontari impegnati nelle cure nel periodo Covid-19. Si è deciso di far impersonare il conte e la contessa a un infermiere del 118 e a una dottoressa dell’ASL locale. Questa 71esima edizione della Torta dei Fieschi si è svolta nel tardo pomeriggio in piazza Marconi e al porticato Brignardello, ai piedi della Basilica di Santo Stefano in una forma simbolica e ridotta, senza il gioco della torta. Nel 2021 non è andata in scena la Torta dei Fieschi, ma Lavagna Anno Domini 1230, evento concepito per essere compatibile con le restrizioni legate alla pandemia Covid-19, ma che ha mantenuto viva la tradizione del 14 agosto. Il centro storico di Lavagna, a partire dalle 18.30, è stato animato da gruppi di spettacolo in forma dinamica, ma anche da postazioni a tema medievale. Nel 2022 l’evento ha ripreso la sua forma abituale. La basilica dei Fieschi non ha mai ospitato eventi veri e propri fino ai primi anni Ottanta, ma ha servito da scenografia per alcuni precedenti: «Nei primi anni Cinquanta – racconta Marco Raffa, organizzatore e animatore dell’Addio do Fantìn – il disegnatore Mario Puppo invitò i Sestieri di Lavagna per la prima volta a posare sul sagrato della basilica per la realizzazione del calendario Italviscosa (SNIA Viscosa – Cisa Viscosa – Chatillon). Da allora, il gruppo si è riunito spesso sul sagrato della Basilica per set fotografici e video legati all'epoca medievale dei Fieschi». L'idea dell’evento dell’Addio do Fantìn nasce quindi nei primi anni Ottanta: Francesco Traldi, ingegnere molto noto a Lavagna d'accordo con l’allora priore reggente dei Sestieri di Lavagna, Emilio Albino, direttore dell’istituto di Matematica Applicata del CNR di Genova, immagina un «prologo» della Torta dei Fieschi di Lavagna. All’inizio l’evento non prevedeva il banchetto, ma soltanto il corteo storico con le ancelle, le capitane e i gonfalonieri dei Sestieri di Lavagna, alcune esibizioni di musica e danze, i primi giochi d’arme e uno spettacolo di sbandieratori toscani in onore di Monna Bianca. «Nel 1991 – continua Marco – la struttura della festa viene riorganizzata: nasce il banchetto, che si tiene inizialmente sulla piazzetta del Palazzo della Formica, per lasciare libero il sagrato per gli spettacoli. La festa segue una scaletta ben precisa: l’arrivo del corteo e, a seguire, un’alternanza di momenti di spettacolo. Il momento clou, che determina anche la conclusione della festa, è l’arrivo a cavallo dell’Araldo. Con l’ingresso nell’amministrazione comunale di Enrica Sommariva, prima assessore e poi sindaco del Comune, l’evento si arricchisce della Corte delle arti e dei mestieri: spazio dedicato ad artisti e artigianato storico nel 'vecchio maniero' messo a disposizione dalla famiglia Cicala». Sull’Addio do Fantìn esiste una mostra fotografica realizzata dal Comune di Cogorno con numerosi pannelli. Materiale fotografico, cimeli e altri pannelli sono custoditi nella sede del gruppo Le Gratie d'Amore. Nel 2020, a causa delle restrizioni imposte dal Covid-19, l’Addio do Fantìn si è svolto in forma ridotta, di giorno e a porte chiuse, con sostanziali modifiche: la scenografia del villaggio medievale del 12 agosto e i momenti spettacolari sono stati ripresi e trasmessi in diretta, con collegamenti multipli, dall'emittente regionale Primocanale TV. Nel 2021, in occasione del Settecentenario dantesco, l’Addio do Fantìn ha avuto come sottotitolo ‘Dante... sulle tracce dei Fieschi’: «dati i legami tra il Poeta e la famiglia Fieschi – spiega Marco – è stato scelto il tema per un racconto spettacolare che indagasse sui rapporti tra Dante Alighieri e Fieschi al tempo della pace di Castelnuovo. Dante fu infatti ospite di Moroello Malaspina e Alagia Fieschi e più in generale sull'epopea medievale della Liguria orientale». Nel 2022 l’evento ha ripreso la sua forma abituale. Nell’Addio do Fantin il corteo, aperto da musici e sbandieratori dei Sestieri di Lavagna, parte dal cortile privato dedicato alla sagra, attraversa il borgo e giunge sul sagrato della basilica dei Fieschi. Per la Torta dei Fieschi, la contessa Bianca esce dalla basilica di Santo Stefano e incontra il conte Opizzo sulla scalinata. Da lì, la coppia, accompagnata da musici, sbandieratori, dignitari dei Sestieri e dei gruppi storici ospiti si dirige sulla piazza Vittorio Veneto attraversando il borgo di Lavagna lungo via Nuova Italia, fino a piazza della Libertà dove ha sede il Municipio, per continuare lungo via Roma fino a destinazione. Giunto in piazza, il corteo sale e prende posto sul palco.

Mappa

Recensioni

Nessuna recensione ancora. Sii il primo!

Lascia una Recensione

Accedi o registrati per lasciare una recensione.

Contatta l'Organizzatore

Accedi o registrati per inviare un messaggio.