Torneo storico dei borghi di Susa
Luglio
Susa (TO)
Piazza San Giusto, Borgo Storico, Susa
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Descrizione
La manifestazione nasce nel 1987 da un’iniziativa della Pro Loco, con l’intento di valorizzare la figura di Adelaide. Come testimoniato dalle lettere custodite nell'Archivio storico di Torino, infatti, la contessa aveva scelto fra le sue residenze il Castello di Susa, per questo chiamato "di Adelaide". Se sulla figura della contessa esiste una vasta bibliografia, sull’evento in sé non è ancora stato pubblicato nulla: recentemente sono state svolte però delle tesi di laurea sulla figura di Adelaide che menzionano anche la rievocazione che le è dedicata.
L’idea dell’evento è attribuita a Marco Scoffone, regista attivo nei teatri della Val Susa, che ispirandosi alla figura della contessa, già presente dal dopoguerra nel carnevale segusino, concepì il canovaccio della rievocazione, rimasto praticamente invariato fino ad oggi. In un’intervista del 2016 a L’Agenda News, agenzia di stampa e giornale web locale, Scoffone ricorda: “Io ero socio della Pro Susa perché giocavo a tennis (che allora insieme alla piscina era gestito dalla Pro Loco) e mai mi sarei aspettato d proporre una manifestazione grande come il Palio. In effetti erano anni di stanca nell’associazione e decidemmo di creare una manifestazione che unisse i segusini con la memoria ai grandiosi carnevali degli anni Cinquanta e Sessanta. Presi il coraggio a quattro mani e scrissi la regia della manifestazione, parlai delle gare, dei costumi e delle scenografie. Ricordo tantissimo entusiasmo, qualcuno contro, ma poi un eccellente gioco di squadra. Penso al carnevale del 1985 con la prima sfilata di una quarantina di elementi, poi un crescere fino all’anno successivo con 400 figuranti divisi nei Borghi della Città […]. Si passò a più di 500 figuranti, tanti costumi belli, un modo per socializzare. Prima della quarta edizione lasciai… oramai la creatura camminava già con le sue gambe“. A Scoffone si deve anche l’invenzione dei nomi e del perimetro dei borghi in cui è stata divisa la città di Susa, che pur ispirati ad alcuni elementi topologici esistenti non sono mai stati attestati con queste denominazioni. L’articolo 1, comma 3 del Regolamento del Torneo recita: “L’associazione Pro Susa, nel denominare i Borghi, ha volutamente escluso la ricerca di eventuali denominazioni e/o suddivisioni storiche”. Nel canovaccio originario era prevista la formazione di altri due borghi, San Giuliano e Coldimosso, che tuttavia non si sono mai costituiti. Il borgo di Traduerivi, invece, si è costituito nel 1988, l’anno successivo alla formazione degli altri.
L’attuale presidente, Salvatore Sabato, ricorda che in un primo tempo le attività della Pro Loco (costituitasi nel 1957) coinvolgevano essenzialmente l’élite segusina: erano le famiglie dei professionisti locali a vestirsi in costume tradizionale valsusino e ad animare le feste come la Castagna d’oro, evento folklorico dedicato al frutto tipico locale, o a sfilare in occasione di feste esterne. La rievocazione dedicata ad Adelaide e il sistema che fu tessuto attorno alla sua figura permise di coinvolgere una più ampia porzione della cittadinanza, attraverso la creazione dei Borghi e la moltiplicazione delle attività e delle competenze richieste ai partecipanti. In molti ricordano i primi anni come un momento di grande entusiasmo “che al tempo stesso unì e divise la comunità segusina”, come osserva Giovanni Quaglino, appassionato di storia locale e presidente dell’associazione Il Ponte.
La struttura dell’evento non si è significativamente modificata negli anni. Fra le evoluzioni principali:
- l’introduzione dell’esibizione dei tamburini il venerdì sera, competitiva fino al 2019 e ripresa in maniera non competitiva dal 2022;
- il regolamento della Giostra del saracino: in considerazione del pericolo cui andrebbero incontro i cavalieri, la gara non è più una competizione di velocità, ma di regolarità. Il cavaliere deve discostarsi il meno possibile dal tempo di percorrenza previsto (11 secondi).
Alcune variazioni nella riproduzione del canovaccio originario sono apportate di edizione in edizione per venire incontro alle esigenze contingenti: ad esempio, nel 2022, a fronte del caldo eccezionale, il corteo storico del sabato pomeriggio, dal castello all’arena, è stato annullato; i giochi della domenica pomeriggio sono stati posticipati di un’ora.
Gli abiti indossati dai figuranti sono andati semplificandosi nel corso degli anni. Stefano Paschero, che nel 2022 e da diversi anni si occupa del corteo della contessa, racconta di un momento di frizione all’interno dell’organizzazione, da situarsi indicativamente tra il 2008 e il 2010, fra i partigiani di uno stile più filologico, strettamente legato alla moda locale dell’XI secolo, e i fautori di una maggiore libertà stilistica, comunque ispirata alle rappresentazioni degli abiti d’epoca, ma declinata secondo un gusto più attuale e più spettacolare. Le due parti sono giunte ad un compromesso tra le rispettive posizioni, che orienta i nuovi bozzetti verso una maggiore fedeltà, pur prevedendo alcune concessioni: ad esempio, l’utilizzo del colore viola, che caratterizza il Borgo storico ed era in realtà riservato ai paramenti liturgici nel periodo storico rievocato. I motivi riprodotti sulle stoffe oggi sono tratti da affreschi contemporanei alla figura di Adelaide o ispirati ai disegni dell’Enciclopedia del costume. Di fatto, gli abiti di più recente realizzazione sono confezionati con tessuti più leggeri – cotone grezzo e lana al posto del velluto – e sono notevolmente più sobri nel decoro rispetto alla prima generazione di costumi. Negli abiti femminili, ad esempio, gli strascichi si sono notevolmente accorciati, anche per non essere concorrenziali con quello della Contessa, e per le giovani e le donne adulte è obbligatoriamente presente il soggolo. Le nobildonne portano obbligatoriamente le calze, le popolane non sono tenute. Il regolamento di sfilata si è evoluto nel tempo per seguire l’evoluzione della moda contemporanea: per i figuranti gli occhiali non sono ammessi se non con rarissime eccezioni; piercing e tatuaggi vanno coperti o occultati.
Nel 2016 è stato stipulato un patto di amicizia con il Corteo storico Matildico di Quattro Castella (RE), dedicato alla figura di Matilde di Canossa, contemporanea e cugina di Adelaide. Da allora, una parte dei figuranti del Corteo storico Matildico partecipa alla sfilata del sabato sera e assiste al giuramento dei Borghi e allo spettacolo che dà inizio al Torneo.
Nel corso dell’evento, il corteo sfila più volte per la città di Susa seguendo itinerari differenti:
- il venerdì sera l’esibizione dei tamburini annuncia l’imminente Torneo. I tamburini dei Borghi sfilano da piazza San Giusto: si ritrovano davanti all’ingresso principale dell’omonima cattedrale, passano sotto a porta Savoia (o del Paradiso) e giungono sulla piazza, dove li attende la folla;
- il corteo del sabato pomeriggio attraversa il centro città, con ritrovo nei pressi dell’Ufficio del Turismo e della sede della Pro Loco, sul piazzale del mercato: a seguire imbocca via Roma, attraversa la Dora, percorre per un breve tratto via XX settembre per svoltare in via Palazzo di città e toccare la collina del castello: qui si congiunge al corteo della contessa e prosegue fino all’arena romana passando per piazza Conte Oddone. Un tempo i borghi si riunivano al castello per la partenza il sabato sera, ma le forti temperature nelle ultime estati hanno fatto propendere l'organizzazione per un itinerario più breve e con inferiore dislivello;
- il corteo della domenica mattina parte dal castello per raggiungere la cattedrale di San Giusto, dove i figuranti assistono alla messa. Da lì, il corteo riparte attraversa nuovamente la città percorrendo via Palazzo di città, via XX settembre, via Roma fino all’Ufficio del Turismo;
- la domenica pomeriggio, al termine dei giochi, il corteo parte dall’arena romana per raggiungere il Municipio in via Palazzo di città.
Mappa
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Informazioni
- Data
- Luglio
- Luogo
- Piazza San Giusto, Borgo Storico, Susa
- Indirizzo
- Piazza San Giusto, Borgo Storico, Susa
- Biglietto
- Gratuito