Sacra Giubilare di Grottammare
Luglio
Grottammare (AP)
Immagine non disponibile
Descrizione
La Sacra Giubilare rievoca lo sbarco di papa Alessandro III sul litorale di Grottammare: il pontefice, scampato a una tempesta nel mare Adriatico, avrebbe trovato riparo a Grottammare, ricevendo una calorosa ospitalità dai suoi abitanti. I fatti risalirebbero a una domenica 1 luglio successiva all’anno 1170, nel momento in cui il pontefice cercava di raggiungere Venezia per ottenere dalla repubblica veneziana un sostegno contro Federico I Barbarossa nella lotta tra comuni e impero. Il pontefice sarebbe stato accolto dai monaci del monastero di San Martino, che lo avrebbero invitato a partecipare ad alcuni festeggiamenti previsti nel territorio proprio in quella giornata. La leggenda riferisce che il pontefice avrebbe concesso l’indulgenza plenaria alla chiesa di san Martino nel giorno della festa; nei fatti, non è stato possibile reperire la documentazione relativa a questa prima bolla di indulgenza. Una fonte quattrocentesca dell’umanista Giovanni Garzoni (1447) riferisce la presenza di una moltitudine di persone presso la Chiesa di San Martino, mentre una fonte settecentesca dello storico Gian Bernardino Mascaretti ricorda che nel 1714 parteciparono ai festeggiamenti della Sacra più di 40 mila persone. L’indulgenza fu confermata nel 1803 da Pio VII con la bolla Ad augendam, e nel 1973 da Paolo VI con l’Enchiridion indulgentiarum, che riduce i giorni di indulgenza da 17 a 15, dal 24 giugno all’8 luglio. Il riferimento al tempio della dea Cupra e alla sua ricostruzione, che costituisce l’elemento narrativo della prima scena del corteo storico, è stato letto dagli storici locali come possibile fonte delle origini picene della festa del primo luglio, ed in tal senso è presentato nel primo quadro scenico della Sacra. Si veda, per tutto questo, OLIVIERI 2007.
La struttura del corteo della Sacra, per come oggi si presenta, è il risultato di diverse modifiche e aggiunte intervenute nel corso degli ultimi cinquant’anni, e particolarmente a partire dalla fine degli anni Novanta; un momento di svolta nella struttura della Sacra si è avuto con l’edizione del 2007, in cui sono stati impressi al corteo e alla sua struttura i cambiamenti principali. Anzitutto, il nome della manifestazione – che fino a quel momento era “Sagra” – viene cambiato in “Sacra Giubilare”, per evitare ogni possibile confusione con le omonime manifestazioni enogastronomiche e in segno di restituzione linguistica ed etimologica del nome originale: si tratta, infatti, di una manifestazione “sacra”, concetto che viene precisato ulteriormente con l’aggiunta dell’aggettivo “giubilare”, che fa riferimento al privilegio cattolico dell’indulgenza plenaria concessa durante i giorni della manifestazione.
Il corteo, inoltre, viene suddiviso in scene, ciascuna dedicata a un particolare momento della storia cittadina, per rendere meglio comprensibile il percorso storico che in esso viene raccontato; inizialmente si trattava di quattro scene (sbarco del papa, città in festa, traslazione del rosso stendardo, processione dei santi), alle quali dal 2012 è stata aggiunta la scena iniziale, che rievoca la restituzione del tempio della dea Cupra ad opera dell’imperatore Adriano; con questa scena si sancisce il legame con la storia antica del territorio, nel segno di una continuità cultuale con la devozione precristiana per le divinità picene, dato che il tempio di Cupra sorgeva nei pressi dell’attuale Chiesa di San Martino, dove venne accolto il pontefice al momento dello sbarco e dove storicamente si svolgono i festeggiamenti per la Sacra.
L’edizione del 2007 ha apportato dei cambiamenti molto significativi alla Sacra anche nel rapporto tra la parte rievocativa e quella più propriamente religiosa: nel corso del Novecento, infatti, il corteo della Sacra sfilava separato dalla processione religiosa, che veniva vissuta come elemento a sé dalla curia e dai fedeli; a seguito del lavoro di mediazione intrapreso negli anni da parte degli organizzatori, dal 2007 è stato possibile unire i due cortei in un’unica grande sfilata. La processione religiosa, dunque, costituisce il quinto quadro scenico della Sacra e restituisce alla rievocazione un carattere unitario.
Dai primi anni Duemila la partecipazione dei grottammaresi alla Sacra è gestita tramite un’apposita modulistica comunale, in base alla quale chiunque può partecipare alla Sacra, scegliendo il modello del costume tra i disegni messi a disposizione dal Comune e facendo poi realizzare a mano il proprio abito, generalmente in casa o tramite artigiani e sarti del posto. Alcuni ruoli principali, storicamente impersonati da alcuni appartenenti a famiglie particolarmente riconosciute nel tessuto cittadino, vengono comunque mantenuti nel tempo. In questo modo si cerca di ampliare quanto più possibile la partecipazione della comunità cittadina alla Sacra, evitando selezioni di figuranti che invece siano incentrate sull’età o sull’aspetto fisico.
La Sacra si svolge solo quando la prima domenica di luglio cade di domenica; negli altri anni, a partire dal 2012, si organizza un evento estivo in cui viene messo in scena esclusivamente lo sbarco del papa, sul lungomare davanti Piazza Kursaal, in modo da tenere desta l’attenzione sulla Sacra; questo nuovo evento rievocativo ha contribuito a rinsaldare il legame tra la parte religiosa della manifestazione e quella rievocativa.
Nell’edizione del 2012 sono stati inoltre aggiunti due momenti di sosta del corteo, poi diventati tre nell’edizione del 2018 (il sagrato della Chiesa di San Martino, Piazza Fazzini, Piazza Stazione); durante queste soste il corteo viene commentato da voci narranti, in modo da essere ancora più chiaro e leggibile.
La Sfilata dell’araldo, il 23 giugno, muove da Piazza G. Carducci e raggiunge Piazza P. Fazzini; la Sfilata del rosso stendardo si svolge il 24 giugno, parte dalla Chiesa di San Giovanni Battista e raggiunge la Chiesa di San Martino.
Il Corteo storico della Sacra Giubilare di Grottammare inizia dallo Stadio comunale “Filippo Pirani”, dove c'è il raduno di tutti i figuranti e dove si svolge la messa introduttiva del corteo, presieduta dal vescovo. Conclusa la funzione religiosa inizia la sfilata del corteo storico, che dal campo sportivo passa per la Chiesa di San Martino, lungo Via San Martino, scende poi per Via Val Tesino fino ad arrivare a via Ballestra. Di qui il corteo attraversa tutto il centro della città: Via Ballestra, Via G. Marconi, Via G. Leopardi, Via Fratelli Cairoli, Viale Sisto V, Piazza Stazione, Viale Francesco Crucioli, Corso Giuseppe Mazzini, Piazza Pericle Fazzini, Via Matteotti, Viale Fratelli Rosselli, Piazza Garibaldi. Di qui, tramite Via S. Agostino, il corteo sale al paese alto e raggiunge la Chiesa di San Giovanni Battista, dove si conclude.
Il corteo attraversa complessivamente un percorso di circa 2,4 km.
Mappa
Recensioni
Nessuna recensione ancora. Sii il primo!
Lascia una Recensione
Accedi o registrati per lasciare una recensione.
Contatta l'Organizzatore
Accedi o registrati per inviare un messaggio.