Pentolaccia a cavallo benetuttese

Febbraio Benetutti (SS)

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Descrizione

La “Pentolaccia” nel 2023 è giunta alla sua dodicesima edizione e si inserisce nella nuova generazione di manifestazioni di carattere carnevalesco nate dagli anni Duemila in Sardegna su ispirazione di eventi affermati e legati a riti arcaici. Nel caso di Benetutti, il legame con la Sartiglia di Oristano è evidente: l’evento si tiene il giorno immediatamente precedente la celebre corsa e il Comitato Organizzatore ha esplicitamente deciso di proibire l’uso del tipico costume de “Su Componidori”,  maschera che dà inizio alla corsa oristanese e la chiude, “per una forma di rispetto nei confronti della sacralità della Sartiglia di Oristano e di cortesia nei confronti dei suoi Sartiglianti”. Gli organizzatori hanno sostenuto fin dall’inizio che tutte le celebrazioni dovessero conservare un aspetto caratterizzante che le contraddistingue, permettendo, come sostenuto da Carlo Dessena, “a tutti di poter brillare di luce propria." Lo stesso Dessena sottolinea: "la pentolaccia di Benetutti è una manifestazione equestre pensata per coinvolgere amici e appassionati, per vivere momenti di condivisione e allegria immersi nel mondo dei cavalli." Negli eventi più celebri, l’utilizzo delle maschere, dei cavalli, la corsa si inseriscono in un contesto iconografico e simbolico che rimanda a forme rituali pre-cristiane (Ruiu, 2008); anche la Pentolaccia di Benetutti, come buona parte delle manifestazioni più recenti, istituisce intenzionalmente questo rapporto di filiazione con tradizioni antiche. Carlo Dessena sottolinea infatti come “al centro della manifestazione c’è il cavallo, in un misto tra sacro e profano, e l’uomo che dimostra la sua forza rompendo tutti e tre i vasetti come simbolo della cooperazione tra natura e individuo.  Nel passato, come sostiene sempre Carlo Dessena, “la manifestazione si svolgeva nel centro storico del paese. Ora è stata spostata nel corso, per motivi di sicurezza e per garantire un maggiore spettacolo e avere lo spazio per accogliere tutti i partecipanti.” La manifestazione  è molto sentita nella comunità, ed è diventata motivo non solo di orgoglio, ma anche di promozione del territorio e del paese. Come spiega Carlo Dessena, presidente dell’Associazione Ippica Benetuttense, l’evento ha contribuito a ricostruire un senso di comunità e di legame con il territorio che nel tempo si era deteriorato, a causa del depauperamento del capitale sociale dovuto allo spopolamento per motivi di lavoro e studio. Oggi l’evento è un importante motore di coinvolgimento della comunità di Benetutti, non soltanto nel corso della manifestazione, ma anche nelle sue fasi preparatorie. Appena conclusa una edizione, infatti, gli organizzatori si riuniscono per valutare i punti di forza e di debolezza riscontrati e riflettere sulle scelte future. Le riunioni sono  assemblee plenarie dove tutti i soci hanno piena libertà di parola. A partire da ottobre, con l'avvicinarsi dell'evento, gli incontri divengono più operativi per definire il budget di spesa e le attività da organizzare. All'interno dell'Associazione i compiti vengono suddivisi secondo il genere: gli uomini sono principalmente coinvolti in attività manuali, nell’acquisto degli essenziali vasetti di terracotta e nella cura dei cavalli, mentre le donne si occupano principalmente dell'organizzazione relativa all'accoglienza degli ospiti, alla preparazione del palco e ad attività burocratiche.   Il percorso della corsa a cavallo, lungo 500 metri, si snoda nel centro del paese, le cui vie sono ricoperte di sabbia per consentire ai cavalli una corsa sicura. La pista è lunga cinquecento metri e si sviluppa lungo corso Cocco Ortu. Il punto di partenza è allestito nei pressi della chiesa di Sant’Elena, patrona del paese. Il muro di granito adiacente alla chiesa, alto dieci metri, è decorato con scenografie apposite. Il traguardo è situato davanti al palazzo del Comune. Il percorso di gara è detto “la salita” ed è ripetuto da tre a quattro volte, secondo le edizioni: arrivati alla sede del Comune, cavalli e fantini si fermano per una pausa e poi tornano con i cavalli al passo al luogo della partenza, dove si cambiano i gruppi e si riparte.

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