Palio di Castel del Piano
Settembre
Castel del Piano (GR)
Immagine non disponibile
Descrizione
La prima edizione del Palio moderno si è svolta nel 1968, ma la sua prima origine viene fatta risalire a due secoli prima. Dagli studi effettuati, anche da storici locali, la nascita del Palio delle Contrade di Castel del Piano è collocata in concomitanza con all'adunanza del 14 luglio 1765, giorno in cui la Deputazione della Chiesa della SS. Madonna delle Grazie si riunì. In quest’occasione: "Fu determinato farsi un Palio di valore circa quindici scudi da giuocarsi alla Corsa dei Cavalli quando potrà riuscire nelle Storte" in onore della Vergine. Il Palio fu corso dunque, nella forma in cui si disputa anche oggi, il 7 luglio 1771, in occasione dell'incoronazione della Santissima Madonna delle Grazie da parte del Granduca di Toscana Leopoldo di Lorena e fu vinto dalla Comunità di Montenero, ora frazione di Castel del Piano. Alle corse del 1771 parteciparono anche le comunità di Seggiano, Montelaterone, Montegiovi e Montenero. Ancor prima di quella data è possibile che si tenessero già delle corse “alla lunga” che, con varie trasformazioni, avessero avuto origine, secondo quanto afferma la storiografia locale, il 9 settembre al 1402, giorno della “Fiera di Merci e Bestiame”, arrivata fino ai giorni nostri. Lo storico castelpianese Ildebrando Imberciadori (1902 – 1995), accademico dei Georgofili, ha ipotizzato che le prime corse, dette carriere, possano essere iniziate proprio in quel periodo e che vi si sfidassero i commercianti e i barrocciai che accorrevano per la fiera. Dal 1431, con la leggenda legata al dipinto raffigurante la SS. Madonna delle Grazie, il Palio diviene principalmente una festa religiosa.
Nel dépliant preparato per l’edizione del 2022, si legge: “La leggenda radicata nella tradizione, vuole che questa immagine fosse venerata in una piccola cappella della campagna di Sorano, posseduto, in quei tempi, dai conti Aldobrandeschi di Santa Fiora. E fu appunto durante una delle frequenti guerre tra Siena e gli Aldobrandeschi, nel 1430, che quattro soldati di Castel del Piano, che combattevano a fianco di Siena, furono salvati grazie all’intervento della Vergine Maria. L’esercito senese era accampato nei pressi di Sorano e i quattro soldati, […] decisero di visitare la sacra effige. E fu proprio l’immagine della Madonna […] che li avvertì che i nemici erano vicini ed in gran numero e che avrebbero distrutto l’oratorio. I quattro, dunque, fuggirono per salvare la tavola e se stessi e, tornati a Castel del Piano, la deposero nella piccola cappella fuori le Mura, davanti alla Porta Pianese”. Dopo il 1771, le carriere in onore della Madonna miracolosa si succedettero, nel corso di tutto l’800 e i primi del ‘900. È interessante segnalare che nell’edizione delle carriere del 1822 si realizzò la sfilata di un carro trionfale sul quale erano sistemate comparse vestite “all’epoca greco-romana rappresentanti Giove, Apollo, Cerere, Diana, Ercole e Minerva”. Nel dopoguerra si continuò a correre le carriere a Piazza Garibaldi, ma non erano ancora state istituite le contrade. Esse vennero istituite in concomitanza con la radicale trasformazione avvenuta nel 1967. In questo anno le corse vennero organizzate in Palio delle Contrade ed il territorio comunale fu dunque suddiviso, “per affinità di territorio e tradizionali divisioni in rioni”, come descritto nel suddetto dépliant, che continua spiegando che “nel 1990 è avvenuta la rifondazione del Palio, con l’introduzione di molte novità regolamentari e con l’aggiunta di un colore di listatura alle insegne di ogni contrada, legato alla tradizione delle Compagnie laicali” (i Rossi, i Bianchi, i Neri e i Celesti) e con la concessione della Balzana (stemma dello Stato senese) da parte del Comune di Siena. Nel 2002 è stato istituito il Magistrato del Palio, una “figura neutra”, che non parteggia per nessuna contrada, e che vigila sulla correttezza dalle giornate rievocative: esso deve tutelare la festa (soprattutto per quel che riguarda questioni relative alla sua immagine pubblica), individua ogni anno il pittore che dovrà realizzare il drappo ed ha un compito sanzionatorio nei confronti dei contradaioli tutti, dei fantini ed anche dei dirigenti.
Nella sua storia, il Palio ha vissuto anche dei momenti difficili: esso venne annullato nel 1975 e nel 1995 vi furono dei contrasti che portarono all’abolizione del “secolare sparatore” che dava inizio alla mossa e, recentemente, la sospensione nel 2020 e nel 2021 a causa del Covid-19: nel 2020 si è celebrata solamente una messa ed è stato organizzato un breve Corteo Storico l’8 settembre. In alcune occasioni sono stati organizzati “palii speciali” come quello della ripresa, nel maggio 2022, o quello di San Vincenzo.
Nel corso del Palio di Castel del Piano si realizzano due diversi percorsi, uno breve ed uno più lungo. Il primo si realizza nella domenica che precede il Palio ed il secondo proprio nel giorno della gara equestre, l’8 settembre. La domenica, in mattinata viene benedetto, dal parroco della Chiesa della Madonna delle Grazie, il drappo (o palio) che, a fine gara, verrà consegnato alla contrada vincitrice. Il drappo, dopo essere stato portato in processione attorno alla Piazza Garibaldi (detta comunemente anche piazza delle Storte), percorrendo un breve tratto di Via Guglielmo Marconi, viene deposto presso la chiesa della Madonna delle Grazie dove rimarrà fino alla mattina dell’8 settembre.
Il secondo percorso è quello effettuato dal Corteo Storico che, il giorno della corsa, si realizza per due volte, la mattina alle 10:45 e il pomeriggio alle 16:30. Nel corso del corteo della mattina, i rievocatori in abito storico sfilano percorrendo un buon numero di strade del centro storico: Via della Piana, Corso Nasini, Piazza Rosa Guarnieri Tiberi Carducci, Viale Dante Alighieri e Viale Vittorio Veneto. Quando il Corteo Storico viene ripetuto il pomeriggio, compie il suo percorso solamente intorno a piazza Garibaldi o delle Storte.
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