Lo Spettacolare Sbarco di Don Giovanni d'Austria a Messina
Agosto
Messina (ME)
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Descrizione
In sede storiografica, la battaglia navale di Lepanto, combattuta il 7 ottobre del 1571 tra l’armata della Lega Santa, sotto il comando di Don Giovanni e quella ottomana di Alì Pascià, “è stata in genere interpretata come metafora dello scontro tra Oriente e Occidente che, per secoli, ha caratterizzato la storia del Mediterraneo”, (Ezio Ferrante nel suo libro La battaglia navale di Lepanto. 1571). Le vicende di Lepanto rivivono nel presente attraverso la rievocazione storica “Lo Spettacolare Sbarco di Don Giovanni d'Austria a Messina” che commemora nello specifico la concentrazione della flotta della Santa Lega, voluta da Papa Pio V nel porto di Messina.
Tra luglio e agosto del 1571 l’Armata cristiana con 210 galee sottili, 6 galeazze, 25 navi grosse, 3 galeotte e 50 fra brigantini e fregate, 1.805 cannoni, e circa 80.000 uomini di cui 28.000 soldati, 12.920 marinai, 43.500 rematori, si radunò nel porto della città di Messina sotto il comando di Don Giovanni d’Austria, figlio naturale dell’Imperatore Carlo V. Il 20 luglio del 1571, la Flotta Pontificia al comando di Marcantonio Colonna, luogotenente generale di Don Giovanni, entravano a Messina, salutata dallo sparo di “grandissima quantità di artiglieria” da tutti i castelli della città, come commenta durante l’intervista il direttore artistico Vincenzo Caruso. La mattina del 23 luglio era la volta della flotta veneziana al comando di Sebastiano Venier, col suo luogotenente Agostino Barbarigo, ad entrare nel porto falcato remigando contro vento. Il Comandante Supremo, Don Giovanni d’Austria, solcava le acque dello Stretto il 23 agosto con 25 galere, mentre tutte le navi alla fonda uscivano per andargli incontro sparando una salva d’artiglieria in segno d’omaggio. Don Giovanni, sbarcato a Messina due giorni dopo fu cerimoniosamente ricevuto a Palazzo Reale dallo Stratigò, da Conte di Landriano e dai Senatori della città. Negli ultimi giorni di agosto giungevano la squadra di Giovanni Andrea Doria, da Genova, quella del marchese di Santacroce, da Napoli, quella di don Giovanni di Cardona, da Palermo, e per ultima, il primo di settembre, proveniente da Siracusa, il resto della flotta veneziana rimasto a Candia. La flotta cristiana riuscì a concentrarsi nel porto di Messina il 24 agosto del 1571. Sotto il comando di Don Giovanni d'Austria vennero riunite le forze provenienti da: Spagna, Repubblica di Venezia, Stato Pontificio, Repubblica di Genova, Napoli, Marche, Malta, Granducato di Toscana, Romagna, Ducato di Savoia, Sicilia. Domenica 16 settembre l’armata salpava da Messina salutata dalle salve d’artiglieria dei castelli della città, fra le grida d’esultanza di messinesi. Dopo la battaglia Navale, combattuta nelle acque di Lepanto il 7 ottobre 1571 contro la flotta Ottomana, Don Giovanni il primo novembre del 1571 ritornava vittorioso a Messina. A bordo della flotta, era presente il giovane Miguel de Cervantes che rimarrà ricoverato a Messina per la grave ferita riportata alla mano sinistra. Nel saggio di Juan Cairos che riporta i ricordi di Cervantes nel libro Cervantes a Messina al tempo di Lepanto, nella pagina 43 scrive: “Non dimenticherò mai il mio soggiorno a Messina: due giorni dopo il mio arrivo, abbiamo digiunato per tre giorni di seguito, finchè il 7 settembre ci fu l’assoluzione generale, la comunione e una solenne processione; terminato il giubileo, furono offerte la benedizione apostolica e le indulgenze concesse ai vincitori del Santo Sepolcro. La mattina del 16 settembre eravamo nella terza squadra quando lasciamo il porto”.
Nel ricordo di questo evento, oltre alla rievocazione storica, in piazza Catalani, si erge il monumento di Don Giovanni D’Austria, opera di Andrea Calamech, scultore ed architetto carrarese. Commissionata dal Senato messinese nel 1572 in occasione della vittoria nella battaglia di Lepanto contro la flotta ottomana il 7 ottobre del 1571. La statua è in bronzo e presenta varie decorazioni che raffigurano Don Giovanni d’Austria che calpesta la testa del turco Alì Pascià in segno di vittoria. Il monumento è posto sopra un basamento marmoreo decorato con un fregio ad armature e scudi, la base è composta da quattro pannelli bronzei che rappresentano: il primo, celebra la vittoria di Lepanto e ricorda il numero delle navi impiegate e i nomi dei senatori messinesi del tempo; il secondo, raffigura lo scontro delle flotte cristiane e ottomane; il terzo ritrae la sconfitta turca; l’ultimo pannello rappresenta la flotta cristiana che rientra in porto vittoriosa, con una veduta panoramica dall’alto della città. La statua di Don Giovanni d’Austria è diventata un monumento importante per la comunità e di cui raccontare una storia.
La prima edizione della rievocazione storica si è svolta nel 2009, ed è nata grazie ai rapporti con le persone dell’Associazione “Marco Polo Project” di Venezia e con il comune greco di Lepanto che organizzano ogni anno il 7 di ottobre la rievocazione della battaglia con una cerimonia commemorativa come quello del lancio delle corone di alloro in memoria di tutte le vittime sia cristiane che musulmane. La rievocazione storica di Messina ha voluto dare un segnale di collaborazione tra i popoli. Vincenzo Caruso durante l’intervista afferma che è molto importante avere le delegazioni dei presidenti delle associazioni della rete o i sindaci di altri comuni per poter dare un’impronta sia politica che culturale. «La rassegna stampa della rievocazione storica non è più locale ma è internazionale di cui gli articoli vengono divulgate attraverso i social e la rievocazione di Messina è cresciuta grazie a questa risonanza». L’edizione del 2020 della rievocazione storica si è svolto senza la presenza del pubblico nel rispetto delle normative anti-contagio con un corteo storico in costume ridotto nel numero per evitare assembramenti. L’evento è stato fruibile dal pubblico solo attraverso la versione live streaming.
Nel corso degli anni l’evento storico ha assunto un valore non solo spettacolare ma anche didattico, un ulteriore elemento da trasmettere alle nuove generazioni. Il corteo storico durante gli anni è stato arricchito con nuovi personaggi storici come Miguel de Cervantes, Mauro Ligo, e tanti altri.
La rievocazione storica di Messina si compone di due cortei storici, quello terreste e quello navale. Il corteo terreste parte nel primo pomeriggio dalla sede del Municipio, che si trova in piazza Unione Europea, per proseguire nella carreggiata est (lato mare) di Via Garibaldi fino alla piazza Unità d’Italia, con attraversamento della sede tranviaria, per raggiungere la cosiddetta “Passeggiata a Mare” dove si svolge la celebrazione dello “Sposalizio del Mare.” Il corteo navale parte dal porto e ritorna dopo 2 km circa in maniera trionfale con altre navi che la accompagnano. Dopo l’arrivo del corteo navale, il corteo terrestre fa ritorno al largo Minutoli con attraversamento della sede tranviaria presso piazza Unità d’Italia, via Garibaldi, largo Minutoli, via Vittorio Emanuele II, con ingresso in Molo Colapesce per accogliere lo sbarco di Don Giovanni d’Austria, per poi ritornare come unico corteo in piazza Unione Europea, dove si svolge la rappresentazione principale dell’evento.
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