"Il Ritmo ed il Battito della Pizzica Tarantata" - Rievocazione storica dell'antico rito del tarantismo
Giugno
Galatina (LE)
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Descrizione
L'evento rievoca il fenomeno storico-culturale che va sotto il nome di tarantismo. Le sue radici sono di origine ignota e probabilmente arcaica, con alcune ipotesi che lo accostano ai riti greci come il dionisismo, l'orfismo, il coribantismo (De Martino 1961), mentre le prime testimonianze certe risalgono al Medioevo. La letteratura sul tema è enorme (una delle ricognizioni più complete è a cura di Mina e Torsello 2006) e impossibile anche solo da accennare in questa sede, in cui si darà conto di minimi richiami utili alla comprensione della Rievocazione. La difficoltà di attribuire un’origine chiara ha fatto sì che proliferassero fascinazioni mitiche sul tema, di pari passo con gli studi scientifici che hanno messo in luce il fenomeno da varie angolazioni (medica, storica, sociologica, antropologica). La forma rievocata nell'evento riguarda la sua evoluzione novecentesca, in particolare dal Secondo dopoguerra. Gli studi di Ernesto De Martino e la crescente attenzione scientifica che ne è derivata hanno fatto sì che alcuni protagonisti di quegli anni divenissero conosciuti anche al di fuori dei confini locali: tra questi si ricordano Luigi Stifani, celebre musicista-terapeuta di professione barbiere che per molti anni ha diretto le orchestrine terapeutiche, e la tarantata Maria di Nardò. Secondo le descrizioni offerte da De Martino, le terapie si possono dividere principalmente in due tipologie: la cura domiciliare e il rito in Piazza San Pietro e dentro la Cappella di San Paolo. La prima era costituita da sessioni di pizzica che potevano durare anche giorni in cui l'orchestrina suonava a domicilio previo pagamento. La seconda era una terapia che avveniva all'interno della Cappella il 28 e il 29 giugno in cui si veniva a Galatina a chiedere la grazia. Questa storia localmente è stata considerata poco degna di essere considerata fino agli anni Duemila, in concomitanza con movimenti di riscoperta della musica popolare. Le prime forme di revival sono state del tutto spontanee, con alcuni gruppi di ragazze e ragazzi che si riunivano a Galatina davanti alla chiesa di San Paolo per ballare e suonare in cerchio.
L'evento nasce a seguito della fondazione del Club Unesco Galatina, avvenuta nel 2012. I Soci fondatori provengono da un'esperienza di comunità religiosa presso la Parrocchia della Chiesa di Santa Caterina, dove Fra Ettore Marangi, allora padre priore, avvicina i parrocchiani ai temi dei diritti umani. Successivamente Marangi si trasferisce in Kenya dove fa attivismo negli slum di Nairobi e al contempo insegna Teologia Sistematica al Taganza University College e così il gruppo galatinese decide di proseguire il percorso fondando un Club Unesco: questo perché vuole inserire nel suo progetto anche iniziative culturali e di valorizzazione artistica. Appena costituiti aprono al coinvolgimento di alcuni giovani del posto, grazie anche alle prime iniziative realizzate che suscitano un certo interesse locale (molto partecipata, raccontano i membri del Club, fu la Lectio magistralis di Philippe Daverio sulla Basilica di Santa Caterina di Alessandria). Il gruppo così ampliato, riflettendo sui progetti futuri, decide di avviare un'iniziativa rievocativa sul tarantismo, che, come affermano i membri dell'Associazione, era ancora misconosciuto e considerato al pari di una devianza sociale. Entrano così in contatto con Vincenza Magnolo, giovane musicista e interprete di canti della tradizione pugliese che risulterà fondamentale, prima come consulente e poi come partecipante nei panni di una tarantata, nella fase aurorale della Rievocazione e nel produrre conoscenza e consapevolezza nei membri sul tarantismo e sulle sue forme di revival (cfr.: www.tarantism-revisited.net).
Magnolo partecipa attivamente all'organizzazione delle prime due edizioni, chiedendo però che l'evento aderisca il più possibile ai fatti storici e coinvolgendo anche la sua amica Simona Indraccolo. Le due interpreti saranno così le prime a mettere in scena il dolore delle malate, grazie a settimane di esercizi e prove per entrare in profondità nella parte. Dopo la prematura morte di Enza, come la chiamavano affettuosamente gli amici e i membri del Club, avvenuta nel 2015, l'Associazione, oltre a portarne avanti la sua memoria, ha proseguito con l'evento sullo stesso solco di realismo e di solennità (fonte: membri Club Unesco), affidandosi ad attrici e musicisti locali. Già dalle prime edizioni l'evento riscontra consensi e partecipazione ma viene anche criticato da una parte del clero e della politica locale, come affermano fonti interne all'Associazione, proprio in virtù della storia di dolore e sofferenza che si andava a rievocare.
Il “Il Ritmo ed il Battito della Pizzica Tarantata” – Rievocazione storica dell’antico rito del tarantismo (da ora anche Rievocazione) può essere suddivisa in due momenti: la “terapia domiciliare” e il “rito storico” (quest’ultimo definito così dal ricercatore).
La prima parte si svolge in unico spazio, all’interno di un chiostro o di uno spazio chiuso. Nel 2022 è stato realizzato presso il Centro socio-educativo Santa Chiara in piazzetta Galluccio, che dispone di un ampio cortile interno dove è possibile realizzare la “terapia domiciliare” e il concerto musicale seguente.
La seconda parte dell’evento inizia davanti a Porta Luce (una delle tre porte della città storica, lato ovest, e realizzata nella sua conformazione attuale nel 1795) dove i tre carretti adibiti al trasporto delle tarantate arrivano dopo un percorso che li ha portati da Piazza San Pietro (dove hanno sostato tutta la notte precedente) a Porta Luce passando per Corso Garibaldi.
Il Corteo percorre Corso Porta Luce fino a Piazza Dante Alighieri, compie un giro completo della piazza per poi concludere nella limitrofa Piazza San Pietro, dove si fermano i carretti e dove avviene la principale scena pubblica di fronte al sagrato della Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo. A seguire le tarantate, gli accompagnatori e i musicisti si spostano nella Cappella di San Paolo dove entrano chiudendo le porte agli spettatori. Una volta usciti l’evento termina nell’adiacente porticato interno di Palazzo Tondi Vignola. L’intero percorso è di circa 500 metri.
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