Il Palio del Principe di Bisignano
Giugno
Bisignano (CS)
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Descrizione
La manifestazione è legata alla rievocazione di alcuni momenti storici legati ai Principi Sanseverino.
Il corteo storico rievoca l’accoglienza che fanno i bisignanesi e i festeggiamenti che si svolgevano in occasione della presa di possesso del Principato nel 1704 da parte di Giuseppe Leopoldo Sanseverino, di cui ci ha lasciato memoria il notaio Fabrizio Ruperti. Accolto dai vertici del Seggio dei Nobili e del Seggio degli Onorati che, insieme al popolo, rappresentavano i tre ceti locali, il Principe e la consorte Donna Stefania Pignatelli fecero il loro ingresso solenne a Bisignano osservando tutta una serie di rituali accompagnati da tre giorni consecutivi di festeggiamenti con gran concorso di popolo: un evento che sicuramente rispecchiava usanze consolidate nel tempo e a cui non dovettero essere estranee giostre cavalleresche molto in uso in quei tempi. Allo stesso tempo si ricorda il matrimonio nel 1530 del noto Principe Pietrantonio Sanseverino di Bisignano con Irene Castriota Skanderbeg, che diede origine agli vari insediamenti albanesi nel feudo di Bisignano. Nella terza domenica di giugno si rievoca la “Chinea bianca”, cavallo o giumenta allevata in Bisignano dai principi Pietrantonio e suo figlio Nicolò Bernardino, tanto ammirata e preferita alla corte di Napoli, donata annualmente al pontefice dell’epoca per il tiraggio del cocchio Papale, che finanche il Tassoni annota nella “Secchia rapita” (1622).
Il Palio del Principe è dedicato all’arrivo dell’Imperatore Carlo V d’Asburgo a Bisignano nel 1535 proveniente dalla Sicilia dove era approdato dopo la celebre e vittoriosa battaglia di Tunisi contro le truppe ottomane. L’imperatore fu accolto da Pietro Antonio Sanseverino, emblema del principe rinascimentale liberale, generoso e magnanimo, e dalla consorte Giulia Orsini davanti alla Chiesa di San Domenico, nel rione Santa Croce. In quell’occasione si tennero dei festeggiamenti regali, tornei cavallereschi e battute di caccia. Un anonimo cronista del tempo ricorda la sontuosità, la magnificenza, lo sfarzo e la profusione di doni e festeggiamenti che caratterizzarono quell’incontro con l’Imperatore ospite a Bisignano nel Convento domenicano della SS. Annunziata e poi nello splendido castello di caccia che i Sanseverino possedevano a San Mauro di Corigliano. Una magnificenza rimasta scolpita nella storica frase che Carlo V rivolse al Principe: “Vos es el Rey, o el Prence de Bisignano?”. La tradizione vuole che subito dopo il Principe abbia ospitato Carlo V anche a Napoli, presso il palazzo di famiglia sulla Riviera di Chiaia, e che proprio in quella occasione, in una solenne cerimonia a Castel Nuovo, abbia ricevuto dall’imperatore il Toson d’Oro, massima onorificenza spagnola che lo elevò alla più alta dignità della corte iberica.
La manifestazione del “Palio del Principe”, si tenne per la prima volta il 28 e 29 Settembre del 1991, ideato dall’attuale direttore artistico Rosario Turco (l’intervista svolta durante l’organizzazione del Palio – Casa di Rosario Turco 25/06/2022), come racconta è nata grazie alla sua passione per la storia: “Ero sempre appassionato di storia e volevo approfondire la storia della mia città e avendo il senso artistico della pittura mi sono immerso in questa avventura. Sembrava strano che io facessi questo discorso con gli altri, non trovavo un appoggio reale. La prima edizione del palio e nato ad una festa di canzonette che io giudicavo, e uno degli amici mi disse in quel frangente “Tu che hai idee dobbiamo fare qualcosa per Bisignano, una festa al campo festivo”. In me in quel momento è scattato qualcosa. Visto che noi abbiano la storia dei rioni e anche vedevo morire la mia città, i modi erano cambiati, il castello era raso al suolo e la scuola non ci dava quel input per conoscere la nostra storia. Da lì mi è venuta l’idea di fare un palio, ovviamente conoscendo la storia dei rioni ho cominciato a disegnare lo stemma che doveva rappresentare ogni quartiere”. Al primo palio parteciparono 10/12 persone, mentre oggi partecipano all’incirca 867 figuranti. La prima rievocazione consisteva nella donazione della “Chinea bianca”, una tradizione legata fortemente al territorio, perché Bisignano è un paese di allevamento di cavalli, come afferma Lucantonio Turco «siamo un paese di allevamento di cavalli, per noi e semplice trovare dei cavalli, abbiamo tanti maneggi a disposizione, siamo nati tutti con i cavalli, l’abbiamo proprio nel sangue, infatti il simbolo della città sullo scudo è il cavallo rampante». Nel corso degli anni gli abiti indossati dai figuranti sono diventati più elaborati ed è aumentata la richiesta per partecipare al corteo storico. Oggi le due figure principali, quella del Principe Pietrantonio Sanseverino e di Erina Castriota Skanderbeg sono ambite dai giovani e vengono scelte dall’organizzazione dell’evento un anno prima per essere rivelate solo alcune settimane prima dell’inizio della rievocazione. Anche la giostra che simula una sfida tra i cavalieri è simbolo anche delle rivalità che ci sono da sempre tra i rioni. I capitani dei rioni nati dopo il palio hanno il compito di scegliere il cavaliere per la vittoria del palio. Nel 2002 per la prima volta una donna ha gareggiato con gli altri cavalieri, un gesto che rispecchia lo spirito di condivisione e partecipazione del palio. La manifestazione è stata interrotta nel 2009 per motivi di volontà politiche, il sindaco di allora non ha voluto che si svolgesse il Palio perchè durante la sua campagna elettorale l’associazione “Centro Studi Il Palio” non aveva appoggiato la sua candidatura, rispettando un codice di etica di non prendere parte a nessuna forza politica.
Nel 2020, per la prima volta l’evento non è stato svolto ma per non perdere la memoria del Palio è stato eretto nella centrale piazza di Viale Roma un monumento che testimonia la trentennale esperienza del Palio di Bisignano. L’opera è stata realizzata dal direttore artistico del Palio, Rosario Turco. Esso rappresenta lo stemma ufficiale della rievocazione storica che raffigura la torre con gli anelli e le lance intente a uccidere il virus, con sopra due cavalli, uno nero ed uno bianco. Quello nero raffigura il periodo buio della pandemia mentre quello bianco “la Chinea”, simbolo di Bisignano che indica la speranza di poter tornare alla normalità e poter rivivere le emozioni che il Palio regala ogni anno.
Il corteo storico parte dalla Chiesa San Francesco di Paola e si snoda lungo circa tre chilometri per le vie del centro storico percorrendo in senso orario tutti gli altri rioni. Il corteo parte dal Rione “Borgo Piano”, attraversando le vie principali degli altri rioni: Via San Francesco – Via Morata – Viale della Repubblica – Largo dell’Olmo – (Rione Piazza): Corso Mazzini – Piazza del Popolo; (Rione San Simone): Via Simone da Bisignano – Piazza Europa – Corso Vittorio Veneto – Piazza del Popolo; (Rione Giudecca): Via Giudecca – Via Principe di Piemonte; (Rione Santa Croce): Via Principe di Piemonte – Via dei Vasai – Piazza Concordia – Via Trieste; (Rione San Pietro): Via Pulitia – Via Cosenza; (Rione San Zaccaria): Largo Santa Maria – Via R. Ardigo; (Rione Cittadella Coscinale): Via Sant’Andrea – Via San Tommaso – Via Vittorio Veneto – Piazza del Popolo e termina a Viale Roma dove si svolge la donazione della Chinea Bianca.
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