Estate Medioevale Iglesiente
Luglio - Agosto
Iglesias (SU)
Iglesias, Sulcis Iglesiente
Immagine non disponibile
Descrizione
La manifestazione rievoca principalmente la dominazione pisana e la figura del Capitano del Popolo nella antica Villa Ecclesiae (antico nome di Iglesias) tra la fine del XIII Secolo e l’inizio del XIV secolo con l’inizio della dominazione Aragonese. L’intenzione dei gruppi è quello di riscoprire e “far luce” su un periodo poco conosciuto, anche ai cittadini di Iglesias, che ha segnato e contraddistinto la storia dell’antica Villa di Chiesa, ovvero Iglesias.
La storia della Festa di Sancta Maria di mezo mese di gosto, con l’offerta del cero alla Dormiente, ha origine con la dominazione bizantina della Sardegna, così come attestato nel De Cerimoniis Aulae Byzantinae di Costantino VII Porfirogenito. Questo rito è giunto in Sardegna a seguito della conquista dell’Isola da parte dell’Impero Romano d’Oriente nel 534 d.C. Pisa lasciò disciplinato il modo in cui svolgere il rito, attraverso il codice di leggi noto come Breve di Villa di Chiesa, testo il cui nucleo originario era stato redatto già nel XIII secolo, anche se l’unica copia superstite, conservata all’Archivio Storico del Comune di Iglesias (d’ora in poi ASCI), risale, secondo gli studiosi, più o meno al 1327 (è priva dell’explicit, e dunque non si hanno notizie più certe di queste). Questo documento venne confermato dagli aragonesi, e rimase in vigore fino alla perfetta fusione del 1847 (unione politica e amministrativa fra Regno di Piemonte e Sardegna). Tutta la rievocazione segue le descrizioni riportate nei vari capitoli relativi alla Processione dell’Assunta: la liberazione di alcune donne, la costruzione dei Candelieri (a fioretto o ad altare), il peso dei “candili”, le strade interessate. La stessa matrice è utilizzata anche nelle altre feste votive sarde che fanno uso di candelieri.
Ad esempio, secondo il Breve, Iª sezione, 1, cc. 32 r. - 32 v., il percorso della processione era il seguente: «Et qua(n)do li dicti candili si moveran(n)o de | la dicta piassa p(er) andare alla decta eccl(esi)a di S(anct)a Chiara, vada | inanise quello della Università; apresso de la Mo(n)tagna; apresso | quello di S(anct)a Chiara; apresso quello di Meço; apresso quello di | Fontana; apresso quello di Castello; apresso quello de li vina| 32 v. |iuoli; et apresso quello de’ lavoratori. Et così si picchino i(n) S(anct)a Chi|ara». Il percorso odierno, dunque, ricalca nella maniera più fedele possibile quello tracciato durante il Basso Medioevo, nonostante le strade e le piazze siano indubbiamente state modificate. Anche la dicta piassa (piazza della Corte) è ad oggi divenuta piazza Collegio, e in luogo del palazzo dei Donoratico della Gherardesca oggi sorge la Chiesa della Purissima. Anche l’ordine di uscita dei Candelieri è sempre lo stesso, esattamente come indicato nel Medioevo.
L’offerta del cero subì diverse modificazioni nel corso dei secoli: se infatti nel XIV secolo si offrivano ceri di notevoli dimensioni (di cera vergine, nuova ogni anno) montati su trabacche, nel corso del XVII secolo, come si evince dai documenti e dall’ultima colonna superstite (oggi in opera nel candeliere di Sancta Chiara), vennero realizzati i candelieri monumentali alti e pesanti, interamente in legno. La festa, come emerso da un documento del 15 agosto del 1637 (ASCI, Iª sezione, 145, c. 117 v.) venne impreziosita da un palio equestre, ad oggi però non più rievocato né svolto. Nemmeno la gravissima pestilenza del 1656 riuscì a impedire la celebrazione della festa, come attestato dai documenti prodotti fin dall’anno seguente (ASCI, Iª sezione, 157, 120 r.), nonché dall’ordine di restaurare i candelieri giunto il 19 agosto del 1659 (ASCI, Iª sezione, 159, c. 49 v.).
La processione dei candelieri è scomparsa nel tempo per motivi ignoti, e se in un primo momento si ipotizzava che la sospensione fosse dovuta a causa della peste e della contrazione demografica, ipotesi più recenti fanno la imputano piuttosto alle conseguenze della guerra di successione spagnola. Quale che sia la causa, l’offerta del cero scomparve e della tradizione rimase traccia nell’usanza di “portere” solo la Dormiente. L'onore era riservato ai proprietari terrieri, forse perché nel giorno dell’Assunta si stipulavano i contratti agrari, e quindi esisteva un collegamento con il mondo agro-pastorale ed economico del paese.
La tradizionale processione della Dormiente ebbe uno stop nel 1950 quando, in seguito all'istituzione del Dogma dell’Assunta, dal Vescovo venne impedito l’uso del Simulacro della Dormiente, col rifiuto da parte dei proprietari terrieri di portare la Madonna in gloria come auspicato dalle nuove regole.
La Processione dell’Assunta visse quindi un lungo periodo d’oblio, sino a che nel 1992 Mons. Fois, allora parroco della Cattedrale, con l’aiuto di alcuni fedeli, trovò nei magazzini della Cattedrale una colonna seicentesca appartenuta ad uno dei Candelieri utilizzati nel passato. Il parroco suggerì ad allora alcuni parrocchiani (Giovanni Pau, Antonello Orrù e Costantino Mattioni) di avviare delle ricerche sulla sua funzione. Fu così che, su suggerimento di Antonello Orrù, fu contattata la sezione locale dell’Associazione “Italia Nostra”, presieduta dal maestro Stefano Priola. In seno ad Italia Nostra esisteva già un comitato che aveva l’incarico di valorizzare le antiche tradizioni iglesienti perse o dimenticate; di tale comitato facevano parte Stefano Priola, Antonio Orrù, Marco Angius, Albino Baraglia, Giovanni Simola, Piero Locci, Giovanni Pau, Gianni Tocco e Guido Borgonovo. Venne quindi creato un comitato per il ripristino della manifestazione.
Priola diede un impulso notevole alla riscoperta della festa, attraverso i primi studi e le prime ricerche da lui realizzate, e volle radunare intorno a sé una squadra che, il 25 marzo 1996, sarebbe divenuta l’Associazione dei Candelieri Beata Vergine Assunta con l’approvazione vescovile del Vescovo (oggi Cardinale) Mons. Arrigo Miglio che non fece mancare il suo sostegno. I fondatori dell’Associazione erano: Stefano Priola, Marco Angius, Guido Borgonovo, Antonello Orrù, Giovanni Pau, Giovanni Simola, Albino Baraglia e Piero Locci.
Il comitato promosse una raccolta fondi alla quale la popolazione rispose in maniera entusiasta. Si diede incarico ad un ebanista locale, Dario Matta, di ricostruire una base sulla quale innestare la colonna ritrovata e nell’agosto del 1993, per la prima volta dopo secoli, un Candeliere uscì per le vie di Iglesias. L’entusiasmo fra la popolazione fu notevole, tanto che nel giro di cinque anni furono ricostruiti tutti gli otto Candelieri: 1994 Candelieri di Castello e Vinajuoli, 1995 Candeliere di Mezo, 1996 Candelieri di Fontana e Montagna, 1997 Candeliere di Universitas, 1998 Candeliere dei Lavoratori. Negli anni successivi si sono aggiunti gli stendardi, uno per ogni Candeliere e per l’Associazione; le coppe d’argento per i Candelieri di Sancta Chiara e per Montagna; i paralumi in vetro lavorato; le casacche dei portatori, una per ogni gruppo, con colori legati al Candeliere di riferimento; le casacche degli Apostoli cioè i portatori della Lettiga; gli abiti per i personaggi storici. Il comitato si rese poi autonomo, staccandosi da Italia Nostra e costituendo l’Associazione Candelieri B.V. Assunta. Nel 1995 alla processione si è affiancato il primo Corteo Storico Medioevale.
La manifestazione, oggi, ha sviluppato caratteri che rimandano al contesto storico in cui era nata e si era tramandata nel tempo, ma ha inoltre aggiunto alcune caratteristiche proprie che sicuramente non esistevano in antico, come l’uso, il 14 agosto, di organizzare un concerto bandistico itinerante per le strade della città. Anche il percorso è sicuramente variato a causa degli inevitabili mutamenti nell’urbanistica cittadina.
L’evento travalica la durata della manifestazione pubblica: sin dall’inizio di agosto, le consorelle dell’Assunta preparano i due simulacri della Dormiente: quello che poi sarà portato in Processione viene conservato in Cattedrale e viene preparato il 14 agosto (cadendo l’11 Santa Chiara, patrona della Città e titolare della Cattedrale) e quello di Collegio che viene preparato parecchi giorni prima per poter essere sistemato fra i Candelieri.
Dopo l’ottava (22 agosto) i due simulacri vengono vestiti con gli abiti di “tutti i giorni” e “ritirati”, ovvero riposti (la vestizione è eseguita dalle consorelle dell’Assunta). Nei giorni successivi vengono convocati i gruppi che hanno preso parte alla Processione e vengono analizzati eventuali problemi riscontrati. Assolte le procedure burocratiche, cioè la presentazione dell'ipotesi di spesa all’amministrazione comunale per la liquidazione, l’associazione prende un periodo di riposo che terminerà in novembre con le riunioni preparatorie durante le quali vengono esaminate le proposte per il nuovo anno. In dicembre si presentano i diversi preventivi e si stila un programma di massima che verrà successivamente presentato all’amministrazione comunale: la manifestazione verrà così inserita nel programma estivo per la successiva delibera di approvazione. Lungo il corso dell'anno avvengono incontri periodici fra l’associazione e i responsabili dei gremi che organizzare i portatori dei Candelieri, i rappresentati dei quartieri, l’amministrazione comunale e gli autori di manifesti e spot pubblicitari.
La “Settimana Medievale Iglesiente” con il corteo storico, il torneo di balestra e la processione della Dormiente con la “discesa” dei Candelieri di Iglesias si sviluppa nelle vie del centro storico di Iglesias.
Il corteo storico che precede il Torneo della Balestra parte dalla scalinata Torre Pisana e percorre via Eleonora, via Mercato Vecchio, corso Matteotti con arrivo in piazza Sella, dove ha luogo l’abbinamento fra balestrieri e quartieri storici.
La festa delle bandiere l'incontro dei gruppi di sbandieratori avviene in piazza Municipio, percorrendo Via Vescovo Rolfi, Via Giordano, Portico Piazza Lamarmora, corso Matteotti, Piazza Sella.
Il corteo storico del 13 agosto si ritrova presso il Parco Geominerario per sfilare lungo via Roma, via San Marcello, via Don Minzoni, via Sassari, via G. Spano, via Dritta, via Condotto, piazza Cannavera, via Cavallotti, piazza Fenza, via Eleonora, vico del Pozzo, via Corradino (sino al portico), via Cagliari, via Musio, corso Matteotti, piazza Lamarmora, via Martini, via Azuni, via Sulis, via Pisani, via Gramsci, sino ad arrivare in piazza Quintino Sella, dove i gruppi ricevono il saluto della Città di Iglesias.
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Informazioni
- Data
- Luglio - Agosto
- Luogo
- Iglesias, Sulcis Iglesiente
- Indirizzo
- Iglesias, Sulcis Iglesiente
- Biglietto
- Gratuito