Corteo Storico Matildico

Maggio Quattro Castella (RE) Quattro Castella, Colline Matildiche

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Descrizione

L’Associazione “Pro Quattro Castella”, nata nel 1950, ma attiva dal 1953, propose all’Ente Provinciale per il Turismo (Ept) l’istituzione dell’evento “La giornata dei costumi e delle tradizioni matildiche”, da tenersi a Quattro Castella il maggio di ogni anno. Il direttore dell’Ept, Alcide Spaggiari (1909-2001), e il vicepresidente della Proloco, Alfredo Pisi (1912-2001), confermarono successivamente l’idea di un corteo storico in costume (Badini 2005: 6). Spaggiari e Pisi selezionarono l’episodio dell’incontro tra Enrico V e Matilde di Canossa a Bianello, descritto nel Vita Mathildis di Donizone (Spaggiari 1999: 221-222). Il 29 maggio 1955 si ebbe il primo “Corteo storico per la proclamazione di Matilde di Canossa Vice-regina d’Italia”, che concludeva una serie di iniziative della seconda edizione del “Maggio dei quattro colli” (balli, fuochi artificiali, proiezioni di film, motoraduni, traversate dei calanchi ed elezione di Miss “Maggio dei quattro colli”) (Badini 2005: 6). La Contessa Cantelli, proprietaria del Bianello, concesse che il corteo partisse dal parco del Bianello per arrivare al sagrato della chiesa di Sant’Antonino (Spaggiari 1999: 222). Come messo in evidenza dallo storico matildico Paolo Golinelli, il titolo di Vice-regina d’Italia era un falso storico: Matilde di Canossa non poteva essere una Vice-regina e, quindi, vassalla dell’Imperatore, in quanto rimase fedele al Papa. Si trattò, come poi corretto successivamente dal Comitato Matildico, di una reinfeudazione. Alcide Spaggiari interpretò, quindi, erroneamente il significato di un passo di Donizone nel Vita Mathildis, nel quale si indica Matilde “In vice regis”. Come avvenne in molte altre edizioni del Corteo Matildico (fino a metà degli anni Duemila), i personaggi di Matilde ed Enrico V furono interpretati da personaggi dello spettacolo resi celebri da trasmissioni televisive (da La Freccia Nera a Beautiful), tracciando quindi l’evoluzione dei gusti degli italiani in fatto di intrattenimento. Da un punto di vista costumistico, la seconda edizione del 1956 fu caratterizzata dal noleggio dei costumi del Teatro Regio di Parma, venendo così meno “la fedeltà dell’epoca a cui si era scrupolosamente attenuta Carmela Adani nell’anno precedente” (Badini 2005: 13). Carmela Adani, infatti, realizzò i bozzetti dei costumi dalle miniature del Vita Mathildis (Spaggiari 1999: 222). A livello registico, vennero introdotti il Palio dell’anello e il gioco del Ponte, creati dal regista Pier Paolo Ruggerini e dall’archivista comunale Pier Carlo Ferrari (Badini 2005: 13). Nel 1956, nacquero le contrade “Bianello” (capoluogo), “Monte Vetro” (Salvarano), “Monte Lucio” (Montecavolo), “Monte Zano” (Puianello) e si istituì un “Centro studi matildici” su sollecito dell’Ept (Badini 2005: 28). È con l’istituzione del Centro che si diede avvio a una rinnovata attenzione degli studiosi per Matilde di Canossa. Il 1972 fu l’ultimo anno della prima fase rievocativa di Quattro Castella e su un quotidiano locale si poté leggere l’intenzione dei promotori di elevare la rievocazione ad altre manifestazioni illustri come il Palio di Siena. L’interruzione del Corteo, durata dieci anni, era probabilmente attribuibile a una fase di stallo e di stanchezza, come dichiarò Spaggiari (Badini 2005: 83). L’interruzione del Corteo non bloccò, tuttavia, la macchina di valorizzazione storico-culturale di Quattro Castella messa in moto dal Corteo stesso. Nel 1976, si costituì il “Comitato per la celebrazione del IX centenario dell’incontro di Canossa 1077-1977”, che poi organizzò, nel 1977, un Convegno di studi storici. Su spinta di Cesare Beggi e Demetrio Montanari, il 18 novembre 1983, il Consiglio Comunale nominò un “Comitato per la programmazione e attuazione del Corteo Storico matildico di Quattro Castella”, poi abbreviato in “Comitato per il Corteo Storico matildico”. Il Comitato ottenne un contributo di 35 milioni di lire dal Ministero del turismo per fare ripartire il Corteo. L’anno seguente, riprese il Corteo storico. Nel 1985, prese il via il “Premio Matilde di Canossa” istituito per figure femminili che si distinguono in diversi campi. Quell’anno, il premio venne assegnato a Rita Levi Montalcini, all’interno di un banchetto al Castello di Bianello, al quale presenziò anche lo scrittore Alberto Moravia (Badini 2005: 105). A Rita Levi Montalcini venne poi conferita la cittadinanza onoraria di Quattro Castella nel 1987, lo stesso anno in cui vinse il Premio Nobel. Dal 2014, il Comune ha cominciato a investire maggiormente sulla rievocazione storica, costituendo l’Assessorato Iniziative Matildiche, con la finalità di coordinare il Comitato Matildico in quanto organizzazione esterna e, quindi, un soggetto giuridico autonomo. A questo rinnovato interesse del Comune della rievocazione come traino culturale, fece seguito anche un cambio di regia, secondo una precisa politica culturale. Ad esempio, si reintrodusse il fatto storico della reinfeudazione attraverso il rito dell’emissione delle mani (immixtio manum), dove il vassallo si inginocchia con le mani giunte per indicare la sua fedeltà al signore, mentre quest’ultimo prende tra le sue mani quelle del vassallo. In tal modo, il vassallo riconosce di essere un sottoposto del signore e quest’ultimo si assume l’onere di tutelarlo. Matilde stessa, inoltre, venne messa in scena da un’attrice anziana, mentre Enrico V era giovane, una disparità d’età fedele alle fonti storiche ma che non era stata riprodotta nelle edizioni storiche del Corteo. Altra caratteristica delle moderne edizioni del Corteo è stata la selezione di altri episodi del Vita Mathildis. Il Corteo Storico Matildico si concentra prevalentemente all’interno dei prati ai piedi del Castello di Bianello e nel sagrato della chiesa di Sant’Antonino. Il corteo a conclusione della rievocazione parte dai prati del Bianello per poi sfilare per le vie del paese e concentrarsi a Piazza Dante. Quest’ultima è anche la sede del convivio del venerdì sera.

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