Un kit rievocativo di qualità è un investimento importante, e come ogni investimento richiede manutenzione. Senza cure regolari, anche i pezzi migliori si deteriorano in poche stagioni. Con le giuste attenzioni, una buona armatura può durare decenni. Ecco le regole base per far durare il proprio equipaggiamento.

Per i metalli (armature, elmi, armi) il nemico numero uno è la ruggine. Dopo ogni evento, soprattutto se ha piovuto o se si è sudato sotto l'armatura, bisogna asciugare bene ogni pezzo, pulire con uno straccio asciutto e poi applicare un velo sottile di olio (l'olio di vaselina o quello d'arma vanno benissimo). Le cotte di maglia si "rotolano" in barili con sabbia o segatura: il movimento ripetuto pulisce ogni anello dalla ruggine in modo molto più efficace di qualsiasi panno. Per i pezzi non usati a lungo, conservare in luogo asciutto avvolti in un panno oliato o in tela di juta.

Per il cuoio (cinture, guaine, calzature, finimenti) il principio è opposto: il cuoio teme il secco e la disidratazione, che lo rendono fragile e screpolato. Va nutrito periodicamente con grasso animale (sego, lardo) o con prodotti moderni a base di cera d'api. Non va mai messo ad asciugare vicino a fonti di calore dirette, perché il cuoio essiccato troppo in fretta perde elasticità per sempre.

Per i tessuti (tuniche, brache, mantelli, uniformi) la regola d'oro è lavare poco e bene. La lana grezza, in particolare, va arieggiata dopo ogni uso e lavata raramente, sempre a mano e con sapone neutro o di Marsiglia, mai in lavatrice. Il lino tollera meglio i lavaggi ma teme l'asciugatrice. I tessuti di pregio (sete, broccati, velluti) vanno conservati piegati con carta velina tra le pieghe per evitare che la stoffa si segni.

L'ultima regola è la più importante: tenere un piccolo registro dei propri pezzi, con date di acquisto, artigiano, manutenzioni effettuate. Quando dopo dieci anni una calza di maglia si rompe, sapere dove l'hai presa e da chi è la differenza tra una riparazione semplice e un sostituzione completa.