La cotta di maglia: storia, costruzione e miti da sfatare

20 maggio 2026 1 min di lettura
La cotta di maglia: storia, costruzione e miti da sfatare

Pochi oggetti rappresentano l'immaginario medievale come la cotta di maglia. Eppure, intorno a questa armatura ruotano alcuni dei più radicati luoghi comuni della cultura popolare. Sfatiamone qualcuno.

Primo mito: la cotta di maglia non è medievale, o almeno non solo. La sua origine è celtica e i Romani la adottarono già nel III secolo a.C. con il nome di lorica hamata. Attraversò praticamente invariata duemila anni di storia europea, restando in uso fino al XVI secolo.

Secondo mito: non è pesante in modo insopportabile. Una cotta da combattimento del XII secolo pesa tra i 9 e i 13 chili, distribuiti su tutto il corpo. Un guerriero allenato poteva portarla per ore senza eccessivo affaticamento.

Terzo mito: non si fabbrica saldando insieme anelli interi. Una cotta di buona qualità usa il sistema 4-in-1 con anelli chiodati, e può richiedere oltre 30.000 anelli e settimane di lavoro artigianale.

Per i rievocatori, scegliere una cotta significa orientarsi tra prodotti commerciali asiatici a basso costo e cotte chiodate da artigiani europei. La differenza in termini di prezzo può essere di dieci volte. La differenza in termini di realismo, anche di più.