Fiore dei Liberi e la scherma storica: quando i manoscritti tornano a combattere
Nel 1409 un anziano maestro d'armi friulano, Fiore dei Liberi da Premariacco, mise per iscritto quarant'anni di esperienza nel combattimento in un manoscritto illustrato: il Fior di Battaglia. Sei secoli dopo, quel libro è studiato, tradotto e soprattutto praticato in tutto il mondo: è uno dei testi fondativi delle HEMA, le Historical European Martial Arts, che in italiano chiamiamo scherma storica.
Il maestro e il libro
Fiore era un professionista del suo tempo: insegnava il duello a nobili e condottieri, tra cui campioni come Galeazzo da Mantova, in un'epoca in cui una vertenza d'onore poteva finire in steccato con armi da guerra. Il suo trattato, di cui sopravvivono quattro copie (la più celebre al Getty Museum di Los Angeles), è un sistema completo: si parte dalla lotta a mani nude, si passa alla daga, poi alla spada a una e due mani, all'azza, alla lancia, fino al combattimento in armatura e a cavallo. Ogni tecnica è illustrata da figure con corone e giarrettiere che indicano ruoli e varianti: un linguaggio grafico sofisticato, pensato per chi doveva ricordare, non per chi doveva imparare da zero.
La logica di Fiore è spietatamente concreta: controllo dei tempi e delle leve, colpi alle aperture, lotta integrata in ogni fase. Nulla a che vedere con i duelli coreografici del cinema: il suo motto potrebbe essere l'efficienza. Le sue quattro virtù del combattente — prudenza, celerità, fortezza e audacia — sono ancora oggi il manifesto di molte sale d'armi.
Dalla pergamena alla palestra
La scherma storica moderna nasce tra gli anni Novanta e Duemila, quando appassionati e studiosi iniziano a interpretare sistematicamente i trattati: oltre a Fiore, il tedesco Johannes Liechtenauer, i bolognesi del Cinquecento come Achille Marozzo, fino alla scuola napoletana di spada. L'Italia è oggi una delle patrie della disciplina, con decine di sale d'armi, federazioni e tornei nazionali. Ci si allena con spade di acciaio smussato o simulatori sintetici, maschere da scherma rinforzate, guanti imbottiti: la sicurezza è codificata, gli assalti sono veri, con colpi portati a bersaglio e arbitraggio.
È importante capire la distinzione: le HEMA sono un'arte marziale sportiva basata sulle fonti, non una rievocazione. Ma i due mondi si toccano continuamente. Molti schermidori storici militano anche in gruppi rievocativi, e sempre più spesso nei festival medievali si vedono dimostrazioni tecniche commentate: il pubblico scopre che una spada a due mani pesa meno di due chili, che si maneggia con la finezza di un fioretto e che i cavalieri non si prendevano a sportellate come frigoriferi corazzati.
Come iniziare
Se l'idea ti tenta, cerca una sala d'armi nella tua provincia: quasi tutte offrono corsi base per adulti a costi paragonabili a una palestra, e l'attrezzatura iniziale è fornita in prestito. Non serve alcuna preparazione atletica particolare: si comincia con il lavoro sui fondamentali — guardie, passi, misure — esattamente come descritto nei trattati. Nel giro di un anno si tira di spada con cognizione, e leggere Fiore in facsimile sapendo eseguire quello che descrive è un'emozione che nessun libro di storia può dare: è filologia con i muscoli.
E se combatti già in rievocazione, lo studio delle fonti schermistiche alzerà di colpo la qualità dei tuoi spettacoli: il pubblico non sa spiegare perché, ma distingue benissimo un duello coreografato a caso da uno costruito su tecniche vere.